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Sanremo - I ragazzi, sentendosi invincibili e non perseguibili, a
volte compiono reati di varia natura: questo accade principalmente
poiché essi ritengono di essere anonimi una volta immessi nella rete e
questo li rende a volte spregiudicati e incauti
Il rapporto fra i giovani e Internet è un tema centrale del nostro
tempo; tale relazione è stata ultimamente al centro di numerosi
dibattiti a causa dell’uso improprio, o presunto tale, che i minorenni
farebbero della rete. Tale problema va obbligatoriamente affrontato per
garantire che le enormi possibilità concesse da questo strumento siano
espresse al meglio e che i ragazzi che si rapportano con la rete siano
salvaguardati e tutelati.
Proprio per perseguire questo obbiettivo, in data mercoledì 14 aprile
2010 ,si è svolto il 4° convegno a tema “Internet e minori”. Questo
evento patrocinato dall’Unicef, dal Ministero dello Sviluppo Economico e
delle Comunicazione, dal Ministero delle Pari Opportunità, dalla
Provincia di Imperia e dal Comune di Sanremo, ha visto interventi da
parte di esponenti di rilievo impegnati nel settore, con lo scopo di
sensibilizzare l’opinione pubblica.
Nonostante la rete presenti enormi possibilità per coloro che vi
accedono, essa ha però, a causa di una serie di fattori , facilitato il
compimento di alcuni reati; questi comportamenti scorretti, in alcuni
casi, mettono in pericolo i minori che, chattando con sconosciuti
possono cadere in imboscate o stalking; tali incontri possono
potenzialmente portare a casi di pedofilia e crimini contro l'infanzia,
con conseguenze a dir poco traumatiche.
Questo è solo uno dei pericoli in cui possono incorrere i minorenni che
si immettono sulla rete e, per combattere tali minacce è necessario un
coinvolgimento di genitori ed educatori oltre che dei ragazzi stessi.
I relatori che hanno dato il loro contributo all’incontro si sono
mostrati competenti e hanno permesso la focalizzazione del problema da
numerosi punti di vista: il professor Daniele Damele, scrittore e
docente di etica e comunicazione all’università di Udine, ha ritenuto
prioritario porre al centro del suo intervento la pluralità di doni e
pericoli che l’ utilizzo della rete comporta.
Un ulteriore problema su cui il professore ha posto l’accento è stata la
“sostituzione” del tempo trascorso ad alimentare il rapporto tra figli e
genitori con l’imperante cultura tecnologica ; questi ultimi, per
sentirsi a posto con la coscienza , spesso sostituiscono un impegno
reale che non possono dare con “doni” di natura consumistica.
Il professore ha concluso il suo intervento facendo presente che
Internet è solo uno strumento e quindi l’uso che ne viene fatto dipende
da chi interagisce con esso.
Il secondo intervento ad opera dell’ avvocato Alessandro Cecchetti ha
posto al centro le responsabilità penali e civili in cui i minori e non
solo possono incorrere; per fare ciò egli ha esaminato accuratamente il
processo Google da poco concluso.
Questo esempio ha dato la possibilità di evidenziare le diverse
responsabilità di coloro compiono un atto illecito in rete, nel caso
specifico il giudice ha condannato a 4 mesi di reclusione i responsabili
di Google, mentre i protagonisti del filmato preso in oggetto,
all’interno del quale un gruppo di minorenni aggrediva un coetaneo
diversamente abile, sono andati anch’ essi incontro alle responsabilità,
seppur mitigate dalla loro giovane età, derivanti dal loro criminoso
gesto.
Tale processo è stato egregiamente descritto dall’avvocato con lo scopo
di far comprendere che il presunto anonimato della rete in realtà è solo
apparente e le persone che commetteranno reato su Internet saranno
chiamate ad essere giudicate secondo giustizia.
L’ideatore e coordinatore del portale “ilfiltro.it”, Michele Crudele, ha
incentrato il suo intervento sulle possibilità di Internet e, sulla
visione che gli utenti, in particolare di giovane età, hanno della rete.
Il Dottor Crudele ha esplicitato i concetti di “nativo digitale” e “
immigrato digitale” rispettivamente riferiti a coloro che sono nati e
cresciuti nel pieno della rivoluzione tecnologica attuale e le persone
appartenenti alla generazione precedente; questa distinzione ha creato
un interessante caso sociologico poiché per la prima volta, una
generazione successiva ha avuto modo di conoscere maggiormente un
argomento rispetto a una precedente; questa condizione ha causato
inevitabilmente la mancanza di controllo da parte di genitori, incapaci
di poter verificare e comprendere le azioni dei loro figli.
Si è scoperto altresì che bambini e i ragazzi, in seguito a studi
effettuati su campioni consistenti, ritengono che Internet sia la fonte a
cui attingere per chiarire i propri dubbi: questo atteggiamento è però
molto pericoloso in quanto la rete, essendo costituita da file derivanti
da persone di ogni ceto sociale e culturale , può presentare un
carattere di inaffidabilità che può portare coloro che interrogano
Internet a ricevere risposte sbagliate
Il Dottor Crudele ha terminato il suo intervento incitando noi ragazzi
ad utilizzare in pieno le risorse che la rete ci offre con lo scopo di
raggiungere una criticità tale da permetterci di attingere autonomamente
a risorse culturali senza che ci sia bisogno di un intervento di
“maestri” esterni. Questa auspicabile visione dello studente del futuro è
stata definita“studente 2.0”.
La Dottoressa Rosa Mininno, Direttore scientifico e Coordinatore
nazionale della rete, Nuove Dipendenze Patologiche, ha invece
evidenziato le caratteristiche psicologiche della nostra generazione e
come essa si relazioni agli altri attraverso la rete.
I nativi digitali sono nati nel pieno di una rivoluzione sociale; la
vita dei giovani si basa, molto spesso, su valori superficiali come
l’apparenza e la popolarità, ed è proprio questo che spinge molte
ragazze (e non solo) a pubblicare sui Social Network immagini
provocanti, con lo scopo di attirare l’attenzione degli altri utenti,
per ottenere da loro richieste “di amicizia” e un elevato numero di
contatti. Ciò porta inevitabilmente un aumento della popolarità la quale
è in realtà il principio di cui si vanta parte della società giovanile:
ecco un esempio di come un uso improprio della rete , in questo senso,
ha causato destabilizzazione della capacità e del modo di rapportarsi
con gli altri.
L’ultimo intervento è stato esposto dal Responsabile Nazionale
Formazione Polizia Postale e delle Comunicazioni, Marco Valerio
Cervellini, che ha ritenuto necessario porre particolare attenzione su
quelle che sono le attività dei giovani in rete , illustrando come essi
spesso siano vittime, e a volte carnefici, a causa di un uso illegittimo
di Internet.
I ragazzi, sentendosi invincibili e non perseguibili, a volte compiono
reati di varia natura: questo accade principalmente poiché essi
ritengono di essere anonimi una volta immessi nella rete e questo li
rende a volte spregiudicati e incauti. Molto più spesso però capita che i
giovani,(in particolare le ragazze) siano invece vittime di persone le
quali approfittano della loro ingenuità con lo scopo di ottenere
relazioni sessuali, consenzienti e non, e molto altro.
Questa minaccia viene quotidianamente affrontata e combattuta dalla
Polizia postale che si occupa di perseguire coloro i quali commettono
reati sulla rete.
Per ciò che riguarda la tutela dei diritti dei minori sono intervenuti
gli studenti Daniele Pellicanò ed Edoardo D'Ascola, appartenenti al
settore imperiese di Younicef, testimoniando la familiarità del loro
gruppo e di tutte le organizzazioni giovanili a livello nazionale , con
la rete ed i vari elementi della sua struttura. Tutti noi auspichiamo
che la consapevolezza pubblica e la prudenza individuale portino gli
utenti di Internet a navigare in modo più sicuro e costruttivo
Manuel Vigilante
Istituto Professionale “D.Aicardi” Sanremo, Classe II
www.riviera24.it
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